Connect-ed Life

Connecting People's Lives through Experiential Education

Un piatto di pasta a Kamata

Lo so, lo so. La prima cosa che viene in mente dell'Italia è la pasta. Cosa può esserci di più cliché? I baffi, forse. Ma essendo una ragazza sono svantaggiata in questo campo.
A parte questo, alla fine non importa tanto quello che cucini (anche se comunque la pasta rimane la pasta). Quello che conta è per chi cucini.
Cucinare da soli è utile per affinare la tecnica, ma la parte più "passionale" comincia quando ti rendi conto che il cibo è più buono quando è condiviso (e la bilancia è più clemente).
Cucinare con gli altri, e per gli altri, è un piacere che molti si negano; perché hanno paura di commettere degli errori, perché temono di fare brutta figura, o semplicemente perché preferiscono la solitudine. Ma tutto questo ha poca importanza. A prescindere dall'abilità di chi cucina, e anche dal risultato, sono così tante le cose che si possono scoprire cucinando insieme agli altri. E' un incontro fra culture diverse, ma anche fra caratteri diversi. Cucinare con qualcuno serve anche a capire meglio quella persona.
Cucinando un piatto di pasta al ragù insieme a persone appena conosciute, ho capito molte più cose di loro di quante ne avrei scoperte attraverso mille discorsi.
Quando mi è stato spiegato che uno degli obiettivi del progetto Connect House era quello di unire le persone e le culture attraverso il cibo, ho subito ricevuto un'ottima impressione. Ma sinceramente non pensavo di fare una simile esperienza proprio il primo giorno.

Accettate questo consiglio: cucinate con qualcuno, e per qualcuno. Non sapete cucinare? Sarà un'ottima occasione per smettere di succhiare la pizza surgelata.

Copyright © Connect House Co., Ltd.